LA PAROLA CERCA UN VARCO

Redazione GIM 24 Apr 2015

LA PAROLA CERCA UN VARCO

“La Parola si fece carne e venne a mettere la sua tenda in mezzo a noi” (Gv 1,14).

“La nostra sola ambizione missionaria in un paese musulmano, come in
tutti gli altri paesi è di tessere con un popolo dei legami tali che
Dio possa quando vuole e come vuole, far passare il suo Spirito
”
 (Pierre Claverie, vescovo di Orano, ucciso il 1 Agosto 1996).

       Abdoulaye è un giovane meccanico camerunese musulmano fuggito dalla guerra del Centrafrica. Terrorizzato dalla furia vendicatrice dei presunti cristiani trova rifugio al nord del Ciad a casa di Abel. Lo incontro al nostro arrivo nella comunità di Kalayt. Mi accoglie con un gran sorriso e si dice felice di aver trovato una casa. Abel è un cristiano impegnato della comunità cristiana di Kalayt e ha aperto la sua porta… ma allora non tutti i cristiani lo vogliono far fuori… forse che non tutti i cristiani sono uguali?… ci sono quelli che servono il Vangelo e altri che se ne servono… come non tutti i musulmani sono gli stessi… chi serve Dio (come il nome Aboulaye suggerisce) e chi si serve di Dio per fare altro… ”Questo non è Islam !” hanno gridato tanti imam nigeriani contro Boko Haram e il terrore che imperversa in Nigeria… mi viene da rispondere che “Questo non è cristianesimo !” contro le guerre dei potenti della terra dalle impensabili radici cristiane (ma quali??) in Libia, Irak, Siria… Abdoulaye ripara la nostra macchina e lavora la notte... gli tengo la torcia per vedere dove mettere mani e bulloni mentre il freddo del deserto comincia a pungere. Lavora per tre ore e alla fine non vuole niente… insisto e gli infilo nella camicia un biglietto. Lo affido al Dio che cerca di mettere la sua tenda… non perché diventi cristiano ma perché continui ad essere il buon musulmano che ho incontrato.

R
Redazione GIM

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