E tu, O QUE ESPERAS? Cosa attendi? p.Dario Bossi, messaggio auguri Natale 2008
E TU, o que esperas?, COSA ATTENDI?
Piú che di Natale, ci viene facile in Brasile parlare dell’attesa: nel conflitto tra la vita e la morte (almeno qui) non c’è ancora una vittoria definitiva. C’è gente che aspetta; espera, come si dice qui.
Esperar ha due significati: aspettare e sperare.
Sperare è un verbo attivo, resistente, di lotta (non a caso usiamo spesso l’espressione “trincheiras de esperança”, trincee che difendano ostinatamente quello in cui crediamo). Quelli che sperano appaiono sempre più come dei‘cospiratori’: oggi sperare è andare contro corrente, scegliere il conflitto.
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Aspettare è molto più facile e spontaneo: è quello a cui la gente pian piano viene addomesticata.Dai programmi di sussidio governativi alla politica paternalista e di corruzione, tutti sono educati alla dipendenza e all’attesa. È una strategia globale che smorza il sogno e ammaina la rivolta.
Questo tempo di avvento, dunque, è di resistenza: per risvegliare la speranza, per non lasciarci spegnere, per mantenere viva l’indignazione, il senso di giustizia e di riscatto della nostra dignità, del protagonismo dei piccoli!
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