ASCIUGARE LE LACRIME DEI POPOLI:

fratel Alberto - edit fmarchese 28 May 2016

“Il Signore degli eserciti preparerà per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande… Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, restituirà l’onore al suo popolo…” (Is 25,6-9). In questa straordinaria visione, Isaia sogna che Dio invita tutti i popoli a una festa. La finalità di questa festa è ‘distruggere la morte’. Di fatto, la festa – in molte culture - è uno spazio alternativo in cui anche gli oppressi vivono un momento di pace, di allegria e di vita piena. In questo senso, la festa è un’arma nonviolenta attraverso cui Dio trasforma il tempo della prepotenza e della violenza nel tempo della solidarietà e della condivisione. Questa festa - cui sono invitati tutte le genti – è espressione della tenerezza di Dio, che vuole asciugare le lacrime e restituire l’onore al suo popolo. Secondo il progetto di Dio, la politica internazionale dovrebbe essere lo spazio in cui i popoli si incontrano per condividere le loro vivande e per affrontare insieme le situazioni che provocano sofferenza. Scopo della politica estera è quello di asciugare le lacrime delle nazioni oppresse, e riconoscere a ciascun popolo i suoi diritti, il suo onore. Isaia usa qui un tempo futuro, che indica l’epoca in cui verrà il Messia: quando il messia sarà arrivato, le nazioni non prepareranno più guerre ma banchetti fraterni. Per noi cristiani – che crediamo che il messia è già venuto – questo dovrebbe essere il presente della nostra pratica politica; mentre per gli ebrei dovrebbe essere almeno l’orizzonte verso cui tendere. E invece viviamo in un tempo in cui la politica internazionale, lungi dall’ asciugare le lacrime dei popoli, le moltiplica, provocando dolore, distruzione e morte. E al di là del conclamato dispiacere per le vittime, nessuno è capace di proporre una visione diversa di politica estera. Probabilmente noi non prendiamo sul serio la visione di Isaia perché ci sembra solo un bel sogno. Ed è vero, è un sogno; ma nella Bibbia ‘sogno’ non è sinonimo di ‘chimera’ o di ‘patetica illusione’: il sogno è ciò che si agita nel più profondo del nostro cuore, è un desiderio vero che Dio suscita nella nostra coscienza e che chiede di essere realizzato. Commenta a questo proposito Luciano Manicardi: “La visione e l’immaginazione profetica fa avvenire ‘altro’ nel mondo e destina il mondo stesso a essere altro da ciò che è”.

 

 

 

 

di: fratel Alberto - edit fmarchese

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