Una casa in dono
Un altro
Natale alle porte. E sempre la stessa profezia di Natan al re Davide letta
nella quarta domenica di Avvento: “Una
casa farà a te il Signore”. Una promessa di grandi speranze, soprattutto
per tutti quei Sud Sudanesi che quest’anno non hanno una casa dove andare.
Sono infatti, secondo l’ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell’ONU (OCHA), quasi due milioni i Sud Sudanesi che hanno dovuto abbandonare la loro casa a causa del conflitto esploso il 14 dicembre dell’anno scorso. Si tratta di un quinto della popolazione totale del Sud Sudan. Mezzo milione sono fuggiti nei paesi confinanti: soprattutto Uganda, Kenya, Etiopia e Sudan. Un milione e mezzo invece si sono spostati all’interno del paese dalle zone in conflitto verso luoghi più sicuri. Sono più di cento mila le persone che sono ospitate nei campi allestiti dall’ONU per proteggere i civili: cinquantamila solo in Juba e le altre in Bor, Malakal e Bentiu. Fangak, dopo l’avanzata delle forze governative fino a Phom, ha ricevuto circa 30.000 sfollati. Ha praticamente più che raddoppiato la popolazione. Non c’è albero senza che vi sia una famiglia sotto.
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