Natale: fare casa tra la gente
Nell’ultima domenica prima di Natale, la Parola di Dio ci ha posto di fronte ad un contrasto.
Il re Davide decide di costruire una casa per il Signore. Immagina un tempio sfarzoso, segno dell’autoritá di Dio e del re, nella capitale del potere religioso e politico, Gerusalemme (il suo successore Salomone concretizzerá pochi anni dopo questo progetto). La reazione del Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe è forte: chi sei tu per costruire una casa a me?
Nel Vangelo, il progetto si inverte: è Dio che chiede il permesso ad una giovane ragazza della periferia galilea, di “fare casa” nel cuore dell’umanitá, attraverso di lei.
Se guardo indietro, a questo intenso anno di cammino missionario nel nord del Brasile, vedo questi due estremi nella nostra vita comboniana.
In molte situazioni ci stiamo impegnando per “costruire una casa” al Signore e alla gente. Il progetto di “reassentamento” del quartiere di Piquiá de Baixo, in fuga dall’inquinamento, continua intensamente, anche se a passi molto piú lenti della vita che sfugge rapidamente dalle mani della gente che vive a fianco delle siderurgiche. Da sette anni siamo, quindi, impegnati in un progetto complesso, prolungato e di estrema responsabilitá.
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