Natale 2012 - lettera di fratel Alberto Degan
NATALE E’… CUSTODIRE LA TENDA DI DIO
Lettera dall’Italia
Uno spazio per Dio
“Venne fra i suoi, ma i suoi non l’hanno accolto. A quanti però l’hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio… E pose la sua tenda in mezzo a noi” (Gv 1,11-14).
In ogni epoca Dio – con uno zaino in spalla - va alla ricerca di una dimora, uno spazio in cui possa piantare la sua tenda. La qualità umana della nostra vita – a livello personale, familiare, comunitario, sociale e politico - dipende da questo: dallo spazio che Gli lasciamo per potersi accampare. Una comunità e una società che non ha spazio per la tenda di Dio è una società in cui la qualità umana della vita è a rischio. Perché la Tenda di Dio è la Tenda del “Figlio dell’uomo”, la Tenda dell’umanità.
Dio viene, ma i suoi non l’hanno accolto: sin dall’inizio, il nostro Dio è un Dio ferito, un Dio ‘ammaccato’ che porta su di sè la ferita del rifiuto. Ma Dio non si arrende: ogni Natale si ripresenta con la sua tenda, in cerca di qualcuno che gli faccia un po’ di posto…
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