Lettera da Marco e Valentina. Sposi missionari in Brasile - Açailândia
Le attività con famiglie e bambini
Nelle ultime settimane è stato avviato anche un nuovo progetto. Valentina, Herika e Jordania, infatti, hanno cominciato a visitare le famiglie con bambini di Piquiá de Baixo, un quartiere di poco più di mille abitanti colpito pesantemente dall’inquinamento provocato da alcune aziende siderurgiche locali. L’obiettivo è quello di offrire un accompagnamento a nuclei con figli da zero a sei anni in condizioni di estrema fragilità. Le visite proseguiranno almeno fino alla fine dell’anno e sono previsti diversi incontri di formazione per i genitori, attività ricreative insieme ai bambini e altre forme di supporto. In questo modo stiamo entrando in contatto con storie di grande sofferenza. Molte persone, per esempio, si sono ammalate a causa della polvere di ferro che esce continuamente dagli altoforni, al punto da colorare di nero in pochi minuti qualunque oggetto all’aria aperta. Sono tanti quelli che sono andati via da Piquiá de Baixo negli ultimi anni e chi è rimasto è perché non aveva davvero alternative. Oltre all’inquinamento, poi, sono tante le donne che raccontano di diritti violati, di mariti violenti legati a una cultura diffusa di forte discriminazione nei loro confronti, chiamata “machismo”. E in questa realtà crescono i loro figli. Il progetto quindi, oltre a intervenire nei casi più urgenti, cercherà di dare ai genitori gli strumenti necessari per prendersi cura della salute dei bambini, di fare conoscere quali sono i loro diritti e quali le strade possibili perché siano rispettati.
La comunità di Piquiá
Negli ultimi giorni, infine, la comunità comboniana locale ha subito qualche scossone, come era previsto da tempo. Joanca e Dida, la coppia di laici comboniani che seguiva diversi anni una scuola agraria di Açailândia, sono partiti per Belem, dove resteranno per i prossimi due anni. È proprio un peccato non poter condividere più da vicino con loro i prossimi passi di questa esperienza. Anche perché a questo punto, anche se padre Dario è tornato in Italia per un paio di mesi di riposo, i laici si trovano in inferiorità numerica. E così il piccolo gruppo di reduci è alla ricerca, ancora una volta, di un nuovo equilibrio.
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