LA MISERICORDIA CHE DA' VITA
(1 Cor 1,22-25)
La vita riserva sempre degli incontri scomodi. Due mesi fa mi è capitato di fare la conoscenza di una signora ormai quarantenne che si chiama Nyamuone. Ero al mercato. Mi ha chiesto un aiuto perché la figlia è in cura per la tubercolosi. Non è di qua, ma di Phom. Con il conflitto dell’anno scorso ha perso tutto. Si dà da fare al mercato per racimolare qualcosa per il cibo. Uno dei suoi lavori è quello di raccogliere legna secca nel bosco per venderla alle donne che al mercato cucinano ogni giorno. Non si guadagna molto, ma quel poco che basta per comperare almeno una tazza di zucchero o un mestolino di olio.
Per scelta riferisco le persone che chiedono un aiuto materiale al comitato della parrocchia. Il motivo pratico è quello di evitare la fila di gente che chiede aiuto in ogni momento della giornata pensando che dei preti europei abbiano risorse senza fine. Ma il motivo di fondo è quello di responsabilizzare la comunità cristiana oltre a considerare la richiesta di ogni persona anche a seguirne la situazione. Per la verità mi sembra che il comitato della parrocchia sia abbastanza stretto. Un pó perchè le risorse locali sono poche. Un pó perché, come dicono loro, un infinità di persone hanno bisogno di aiuto e la tentazione è quella di ricordarsi della Chiesa quando c’è qualcosa da ricevere piuttosto che qualcosa da offrire. Il comitato ha dato 300 Sterline Sud Sudanesi che valgono ora circa 15 Euro. Equivalgono all’ammontare delle offerte che si raccolgono a Fangak in una Domenica. E sono anche il contributo mensile che la comunità cristiana di Fangak offre al catechista per il suo servizio al centro.
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