Americhe
In nome di Dio!
Redazione GIM
12 Jul 2016
In nome di Dio i figli e figlie delle terre di periferia lasciano le loro famiglie e radici per ricostruire la loro storia in Paesi lontani.
Partono dicendo "Insh'Allah", "Se Deus quiser": se Dio vuole, ci reincontreremo.Il
nome di Dio sulle loro labbra è amuleto, protezione, compagnia e legame profondo con i familiari che si lasciano indietro.
Siamo Missionari Comboniani immersi nella vita e nei conflitti delle periferie del Nordest del Brasile; sentiamo da lontano l'angustia delle barriere poste a questi pellegrini in cerca di vita.
Dalle nostre terre amazzoniche vengono saccheggiate quotidianamente risorse per i paesi al centro del mondo, senza limiti né condizioni. Ma un uomo o una donna che, sperando nella fratellanza, chiedono di passare per gli stessi confini sono ributtati indietro.
Non possiamo tacere lo scandalo di queste ingiustizie e ci solidarizziamo con i confratelli comboniani in Italia, che concederanno simbolicamente il "Permesso di soggiorno in nome di Dio" il 20 di giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato.
No alle barriere che, in tempo di crisi, proteggono le ricchezze e dividono le persone. Sí al sogno di Dio e di molti uomini e donne di pace: la fratellanza universale.
Leggi le altre lettere di p.Dario dal Brasile:
- Crisi, disoccupazione e Parola di Dio.
- Può un profumo smuovere le pietre?
- Amazzonia: saccheggio e rivolta, lettera aperta dei missionari e della campagna "Sui binarri della giustizia".
R
Redazione GIM
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