IL TEMPO DELLA CONTEMPLAZIONE
Il tempo della contemplazione Municipio di Metlatonoc, stato di Guerrero, Messico, 8 aprile 2016
“Dicono che c’e’ un tempo per seminare e uno che hai voglia di aspettare... ” dice una canzone di Ivano Fossati. Il tempo e’ un’idea che noi uomini abbiamo inventato e di cui spesso non riusciamo a liberarci. Spesso, infatti, quando noi occidentali non sfruttiamo al massimo il nostro tempo ci sentiamo infelici. Questo capita, molte volte, quando non siamo in grado di portare a termine qualcosa che avevamo in mente di fare. Capita quando qualcosa va storto e pensiamo:” Non doveva andare cosi’...”. Il tempo, allora, coincide con le nostre possibilita’ di produrre qualcosa di buono e di utile per la societa’. Il tempo per noi occidentali e’ produzione. Tuttavia, nella vita si vivono esperienze nelle quali questo concetto di tempo crolla inevitabilmente. Tanti possono essere gli esempi: quando un giovane non trova lavoro ed e’ costretto ad aspettare un tempo che sembra infinito; quando un anziano va in pensione e deve terminare di svolgere tutte le attivita’ che faceva precedentemente; quando una persona scopre una malattia grave e deve ripensare tutta la sua vita; o quando un missionario deve entrare in una nuova cultura e pazientare prima di far parte di essa. Questo ultimo e’ sicuramente il mio caso. Infatti, sono quasi due mesi che sono qui tra le montagne del municipio di Metlatonoc, nello stato di Guerrero, e la cosa piu’ difficile per me e’ entrare nel tempo della gente mixteca. Infatti, per il popolo mixteco il tempo e’ un concetto che non include la puntualita’. Se si dice “ci vediamo alle sei del pomeriggio” o “alle sette” o “domani mattina” e’ quasi del tutto indifferente. Non a caso nella lingua mixteca non esiste il vocabolo “tempo”. Quando parlano, infatti, usano la parola spagnola “tiempo” per definirlo. In molti casi, inoltre, non si conosce l’eta’ esatta di una persona, soprattutto se anziana. Questo perche’ per loro non e’ fondamentale l’esattezza dell’eta’ e soprattutto perche’ non si hanno registri che possano attestare la nascita di una persona.
di: Delio Montieri - edit fmarchese
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