Il rischio di Dio
Lettera agli amici di padre Filippo Ivardi, missionario comboniano in Ciad. Mongo, 9 settembre 2016 – Festa di S. Pierre Clavert
Il Rischio di Dio
Lc 15,11-32
Lettera agli amici
Mongo, 9 settembre 2016 – Festa di S. Pierre Clavert
Carissime/i un abbraccione ciadiano a tutte/i!
Finalmente mi faccio vivo. E’ stato un periodo tosto e soltanto ora, dal silenzio degli esercizi spirituali qui a Mongo, il centro del nostro immenso Vicariato (a 400 Km da Abéché!), riesco a mettere a fuoco. Vi scrivo in una data importante per noi del popolo comboniano: oggi è S. Pierre Clavert, uno che ha lottato per il riscatto degli schiavi afro in America del Sud. Porta bene e dà speranza.
Tornare nel silenzio è andare dritti all’essenziale: l’amore sconfinato di Dio! Se ne parla tanto in giro di “misericordia” in questo anno santo e fa bene al cuore…ma sento poco parlare del rischio, come una delle componente irrinunciabili dell’amore. Forse perché la nostra madre Chiesa fa fatica a rischiare e come tutte le madri gioca spesso la carta della prudenza. Ma non sempre, per me, è evangelica. E invece mi sembra che il nocciolo del Vangelo sia proprio il rischio: chi ama rischia. Il tutto per tutto. Soprattutto che l’altro non corrisponda al mio amore. E il primo a rischiare è proprio Dio: lascia andare il figlio che gli ha chiesto la sua parte di eredità. E lo fa nel silenzio. Quel silenzio oggi mi parla in modo nuovo: sì un silenzio che parla. Un silenzio che soffre. E infatti il Padre sarà in attesa sulla strada ad aspettare. Non comodo in casa sdraiato sulla stuoia, come si fa qui per riposare bevendo il the con i vicini. Con il sole di queste zone non si può stare sulla strada, a meno che non ci sia un grande albero. “Lo vide da lontano…” sono le stesse parole che riprese Lele Ramin per accogliere suo fratello Fabiano che andava da lui per riconciliarsi con Dio. Il Dio sulla strada che guarda lontano. Ha preso il rischio e ora vive la sua passione…ritornerà?
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