PENSIERI POST-CAMPO
“E sotto ai miei piedi c’è un baratro E sulla mia testa c’ho gli angeli
E qui siamo proprio nel mezzo
Nella terra degli uomini
Dove suona la musica
L’amicizia si genera
Dove tutto è possibile
Dove un sogno si popola
La chitarra si elettrica
E risuonan gli armonici
Dove ridono i salici
Dove piangono i comici
E la forza si amplifica
Ed il sangue si mescola
E l’amore è una trappola
Mica sempre però!
Qualche volta ti libera
E ti senti una favola
E ti sembra che tutta la vita non è solamente retorica
Ma sostanza purissima
Che ti nutre le cellule
E ti fa venir voglia di vivere fino all’ultimo attimo”
(Terra degli uomini, Jovanotti)
Questa poesia
cantata da Jovanotti ha segnato la mia estate. È stata la prima canzone
ascoltata durante il mio viaggio da Andria a Firenze. Viaggio che ho
affrontato da sola, con qualche piccola paura iniziale, scaturita
soprattutto dal fatto di andare in un luogo sconosciuto e dover stare
con gente sconosciuta. Tuttavia ho deciso di buttarmi, di rischiare, di
voler concludere al meglio la mia estate. Dunque ho deciso di VIVERE.