L'altro è il mio nome

Catechesi Gim 1 27-10-13
Salmo 2
Perché le genti congiurano perché invano cospirano i popoli?
Insorgono i re della terra e i principi congiurano insieme contro il Signore e contro il suo Messia: «Spezziamo le loro catene, gettiamo via i loro legami».
Se ne ride chi abita i cieli, li schernisce dall’alto il Signore.
Egli parla loro con ira, li spaventa nel suo sdegno: «Io l’ho costituito mio sovrano sul Sion mio santo monte».
Annunzierò il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Chiedi a me, ti darò in possesso le genti e in dominio i confini della terra.
Le spezzerai con scettro di ferro, come vasi di argilla le frantumerai».
E ora, sovrani, siate saggi istruitevi, giudici della terra; servite Dio con timore e con tremore esultate; che non si sdegni e voi perdiate la via.
Improvvisa divampa la sua ira.
Beato chi in lui si rifugia.
Introduzione
In questo salmo, che presenta espressioni a colori così vivaci, perfino scioccanti, c’è qualcosa che riguarda il Messia; anticipa qualcosa che è ribaltato dal Vangelo di oggi. Qui il salmo ci presenta il Messia. Qui ci viene presentata l’immagine del Messia molto precisa che è quella che tanti vorrebbero: con lo scettro di ferro. Il ferro è il segno della forza che frantuma tutto, tutti sono cocci d’argilla di fronte a lui. Queste era l'attesa del popolo ebraico.
I continui progetti di conquista, di guerra e di violenza che si susseguono nel mondo è la prova che nell'uomo prevale spesso il desiderio di farsi valere con la forza, con la violenza, con il sopprimere l'altro e di credere che l'unica via per stare in pace è combattere il nemico che immancabilmente appare sulla scena; questo è sempre avvenuto in ogni epoca e in ogni luogo della terra, basta leggere un libro di storia.
Ora noi invece vogliamo andare a vedere il testo biblico di Matteo per comprendere le sorprese che ci riserva Dio per ognuno di noi. Se ci lasciamo guidare da quello stesso Spirito che è sceso dal cielo sul Figlio amato non tarderemo a riconoscere un volto di Dio che ha dell' "incredibile".