Dio si è
incarnato come povero. E questo ha un significato teologico molto
chiaro: non é che Gesù sia un ricco che si maschera da povero, ma Dio ha
voluto incarnarsi come povero perchè questo è il suo modo di essere.
Nella povertà, infatti, ci sono dei valori intrinseci che sono quelli
che costruiscono il Regno: essenzialità, solidarietà, generosità,
fiducia e abbandono in Dio, condivisione, etc.
In quest’ottica, la
principale differenza fra la Teologia della Liberazione e un certo modo
di intendere la Dottrina Sociale della Chiesa, è che per quest’ultima i
poveri sono sopprattutto un problema sociale e etico, che interpella la
nostra coscienza. Per la Teologia della Liberazione, invece, prima
ancora di essere un problema sociale, i poveri hanno uno status
teologale: Gesù si identifica con loro (Mt 25,31-46), cioè è lì che ci
incontriamo con Dio, e quindi è a partire dai valori dei poveri che Dio
vuole costruire il suo Regno. Detto in altri termini, i poveri ci
evangelizzano, nel senso che sono i depositari di quei misteri che Dio
ha nascosto ai sapienti e ai potenti di questo mondo (Mt 11,25). È
questa la intuizione fondamentale della Teologia della Liberazione, una
intuizione che è profondamente radicata nel Vangelo, e che quindi
rappresenta una ricchezza per tutta la Chiesa universale.
Spiritualita