ESSERE CRISTIANI
IN UNA SOCIETÀ PLURALE E LAICA
di José María Castillo
Introduzione: la radice del problema
Per cominciare, andiamo direttamente al cuore del problema. A mio
giudizio, tale problema si può (e credo si debba) porre in questi
termini: la condizione necessaria e indispensabile per poter
comprendere il cristianesimo è che questo si possa vivere e
praticare non nella (o a partire dalla) sfera religiosa, non nel (o
a partire dal) sacro, ma nel (e a partire dal) profano, nella (o a
partire dalla) laicità.
Ebbene, oggi ci rendiamo conto che, in questo momento, siamo
nelle condizioni di affermare che Gesù è stato un uomo
profondamente religioso (per la sua costante relazione con il Padre
del cielo e per la sua intensa vita di preghiera), ma al tempo
stesso un laico, che ha vissuto e presentato la sua religiosità
entrando in conflitto con la religione (con la Legge, con il Tempio
e con i Sacerdoti). E sappiamo che quel conflitto ha finito per
essere mortale, nel senso più letterale della parola. Gesù, in
effetti, è stato perseguitato, giudicato, condannato e assassinato
dalla Religione. Pertanto (...) ci si pongono due problemi di grande
portata, a cui molti cristiani non pensano: la grande difficoltà a
comprendere Cristo e la gravità del problema religioso e cristiano
che stiamo vivendo.