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Un'umanità in cammino alla ricerca di un nuovo approdo

“Nei tre anni che sono stato in Libia, sfruttato e maltrattato, sono sempre stato infelice, non ho sorriso neanche una volta. In questi giorni trascorsi con voi, invece, ho re-imparato a sorridere”.   Questa parole di Henry, giovane profugo dal Gambia, riassumono bene il senso del campo GIM che la Famiglia Comboniana ha organizzato ad Este (PD), nella comunità “Percorso Vita” che ospita 35 richiedenti asilo africani. Tredici giovani italiani

“Nei tre anni che sono stato in Libia, sfruttato e maltrattato, sono sempre stato infelice, non ho sorriso neanche una volta. In questi giorni trascorsi con voi, invece, ho re-imparato a sorridere”.

 

Questa parole di Henry, giovane profugo dal Gambia, riassumono bene il senso del campo GIM che la Famiglia Comboniana ha organizzato ad Este (PD), nella comunità “Percorso Vita” che ospita 35 richiedenti asilo africani. Tredici giovani italiani hanno condiviso la vita con questi profughi, istaurando con loro relazioni di amicizia, e preparando insieme uno spettacolo – intitolato “Un’umanità in cammino alla ricerca di un nuovo approdo” – in cui hanno lanciato un messaggio di fraternità e la proposta di un nuovo mondo possibile. Ecco la testimonianza di tre giovani campisti: