Domenica scorsa, 4 giugno, p. Angelo Cavagna, recatosi come ogni domenica al carcere della Dozza a Bologna per celebrare la messa con i detenuti, ha ricevuto questo scritto da uno di loro, che lo ha pregato di farlo avere al vescovo di Bologna Carlo Cafarra. Ora lo pubblichiamo e lo diffondiamo a tutti i nostri indirizzi che abbiamo in rubrica. Lo riteniamo infatti una testimonianza significativa e vera. Desmond Idaeho, così si chiama il detenuto, è indiano. Ha famiglia e dei figli. E si ritiene innocente. Di seguito lo scritto.
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