Sbuffa e affanna il minibus mentre sale sulla collina di Moqattam, al Cairo. Il sole sta tramontando dietro di noi e la sua luce si getta impietosa sulle ferite scavate sulla montagna dalle ruspe che se la mangiano da anni. Il caldo, la luce, il paesaggio: tutto sembra essere duro stasera. E’ la prima sera di Ramadan, e sul minibus tutti tacciono. Forse perchè il primo giorno di digiuno è il più duro. Forse perchè le menti dei miei compagni di tragitto sono prese dall’attesa del cenone in famiglia di stasera - secondo le possibilità di ognuno. O forse la gola secca per il digiuno non ce la fa a sostenere quel naturale chiacchierio che si sente sempre sui bus e minibus cairoti. Fatto sta che questo silenzio sembra tanto ricordare lo sconfortato chiacchierio dei due, che al tramonto di un altro giorno di festa si incamminarono tristi verso Emmaus.
Gim