La 'vicinanza' come fondamento teologico della missione nel Magistero di Francesco
Risonanze dal Capitolo Generale dei Missionari Comboniani
Dio è ‘vicino’
Nelle letture di qualche domenica fa mi colpiva il contrasto tra l’atteggiamento di Dio e quello degli uomini. Da un lato la Parola afferma che “il Signore, nostro Dio, è vicino a noi” (Dt 4,7) e dall’altro Gesù ci dice: “Mi onori con le labbra, ma il tuo cuore è lontano da me” (Mc 7,6). Quante volte, nella Bibbia, si ripete che il Signore è vicino! “Il Signore è vicino a chiunque lo invoca” (Salmo 144), “Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato” (Salmo 33). Si potrebbe dire che ‘vicino’ è un altro nome di Dio. E’ nella natura di Dio esserci vicino, fare sue le nostre speranze e le nostre lacrime. E in questa vicinanza Dio trova la sua vita, la sua pienezza, la sua gioia. Se ‘vicino’ è il nome di Dio, ‘lontano’ è – troppo spesso - il nome dell’uomo. Ecco il rimprovero che ci rivolge Gesù: “Il tuo cuore è lontano”. ‘Sì, magari mi rivolgi una lode leggendo un salmo, mi onori con le labbra, ma io ti sento lontano’. Il dolore più grande che possiamo provare è quando vogliamo bene a una persona e sentiamo che il suo cuore è lontano: a volte anche il cuore di nostro fratello, anche il cuore di nostro figlio è distante, e allora ci sentiamo perduti. E quello che vale per noi vale anche per Gesù: non c’è niente che Lo faccia soffrire tanto come la nostra lontananza e la nostra indifferenza.
‘Lontano’ è la felicità, ci grida l’ideologia postmoderna: sta’ ‘lontano’ dalle sofferenze e dai problemi degli altri, e vivrai una vita spensierata e felice. Gesù ci lancia il messaggio opposto: ‘vicino’ è la felicità: fatti prossimo ai tuoi fratelli, e da questa vicinanza solidale nascerà una gioia profonda, in loro e in te.