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Gim Padova: La Buona Notizia

La BUONA NOTIZIA:

“Un Tesoro la cui Scoperta riempie di allegria” 

 cfr. Lc 12,34
Mt 6,21

Veglia GIM 1 Pd
29 ottobre 2011

Dov’è il tuo tesoro ?

Introduzione:  Il Vangelo riguarda solo i cristiani? (buio)

  Secondo le parole di Gesù, il Vangelo è per tutta l’umanità: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura» (Marco 16,15). Però oggi l’idea di missione imbarazza. Il mondo intero dovrebbe adottare la nostra religione cristiana? La missione non nasconde un desiderio di dominio? L’espansione del cristianesimo è talvolta andata di pari passo con le guerre di conquista. Gesù ha inviato i suoi discepoli «come agnelli in mezzo ai lupi» (Luca 10,3), e certi cristiani si sono talvolta comportati come lupi in mezzo ad agnelli.

 È forse per questo che molti cristiani sono diventati prudenti. Noi impariamo a non dare giudizi sulle altre religioni. E al Vangelo, siamo innanzitutto noi, i cristiani, che dobbiamo accostarci in modo serio. Allora alcuni arrivano a porsi questa domanda: siccome la pace nel mondo in parte dipende da una coesistenza rispettosa delle differenti comunità religiose, non sarebbe meglio che ognuno tenga per sé le sue credenze e lasci gli altri trovare la propria strada nelle loro rispettive tradizioni?

 Il Vangelo non è principalmente una dottrina religiosa. Vangelo significa «buona notizia». Una notizia non è insegnata, ma comunicata. Nell’antichità per esempio, la nascita o la presa del potere di un imperatore erano annunciati come «vangelo». Anche nella Bibbia, il Vangelo annuncia l’inizio di un Regno. Ma qui, il re è Dio. Gesù e gli apostoli hanno annunciato il regno di Dio. Il Vangelo è la «buona notizia del regno» (Matteo 4,23; 9,35; 24,14).

 Dio regna: è la buona notizia di un avvenire di pace per tutti i popoli della terra. Se è Dio che regna, la legge del più forte e la disperazione non avranno l’ultima parola. Il regno di Dio è un mistero (Marco 4,11), ma non un concetto astratto. I primi cristiani l’hanno riconosciuto in Gesù che ha dato la sua vita sulla croce: «Ora si è compiuto il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo» (Apocalisse 12,10). Il regno di Dio, è l’amore con cui Gesù ha amato. E lo Spirito di Dio effonde quello stesso amore nei cuori umani (vedi Romani 5,5). Il Vangelo assicura che, nonostante le apparenze immediate, l’avvenire appartiene a coloro che amano e perdonano. Questa speranza riguarda tutta l’umanità. Per questo i primi cristiani non hanno potuto conservarla per se stessi. Ne erano i testimoni pubblici, «davanti a governatori e re» (Marco 13,9) e «sino all’estremità della terra»(Atti 1,8). Annunciare il Vangelo, non è cercare di diffondere una religione superiore alle altre. È molto semplicemente non tacere la nostra speranza di pace.

Cfr. Lett da Taizè 2005/3