ALL’INCONTRO DELLO STRANIERO
ATTI 8,26-40
Contesto storico:
Il capitolo 8 degli Atti, ha come protagonista Filippo, che, prima di Paolo, è missionario presso i pagani. Filippo mettendosi in viaggio, accetta di farsi viandante, vivendo la sua missione che “nasce dal basso” grazie all’incontro con il diverso, con uno straniero per strada, per il quale si fa annuncio, catechesi, battesimo.
Filippo apparteneva all’area degli ellenisti, i Giudei che vivevano fuori della Palestina e avevano assorbito una certa cultura greca. A Gerusalemme conservavano sinagoghe proprie, nelle quali la Bibbia veniva letta nella versione greca. Più critici che non i cristiani di origine giudaica verso il Tempio e la Legge, furono i primi a subire le persecuzioni da parte dei capi giudaici: Stefano fu ucciso, gli altri si dispersero, divenendo così i primi missionari del vangelo, diretti ai pagani.
Filippo, “evangelista”, fu uno dei “sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza”, scelti dagli apostoli e chiamati poi tradizionalmente “diaconi” posti al servizio. In seguito alla persecuzione scoppiata in Gerusalemme contro i cristiani ellenisti con l’uccisione di Stefano, Filippo scese in Samaria, dove “cominciò a predicare loro il Cristo. E le folle prestavano ascolto unanimi alle parole di Filippo sentendolo parlare e vedendo i miracoli che egli compiva. Recava la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo”, in seguito alla quale “uomini e donne si facevano battezzare”.
Eunuco è l’uomo che per natura o per operazione è incapace di generare e di avere rapporti con donne. Essi in origine vennero posti come custodi degli harem dei re orientali e qualche volta furono incaricati dell’educazione dei figli del sovrano. In seguito il termine indicò semplicemente un ufficiale, un intimo del re, senza tenere conto delle sue condizioni fisiche; talora aveva anche il comando di eserciti, era un personaggio influente.